Introduzione e note metodologiche

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La Violenza Domestica costituisce una tipologia di reato in costante espansione, complesso da analizzare in quanto la tendenza degli autori a contenere gli episodi entro le mura domestiche incontra frequentemente la connivenza più o meno passiva delle stesse vittime. Siamo pertanto in presenza di un fenomeno sommerso, del quale non è facile tracciare i contorni.

Una conoscenza approfondita del fenomeno nel suo insieme, tuttavia, è essenziale per lo sviluppo delle politiche e dei servizi necessari, a partire dalle campagne di sensibilizzazione per arrivare alle contromisure legislative finalizzate a prevenire e/o contenere la violenza.

Va rilevato come inchieste, sondaggi e ricerche che analizzano la violenza di cui è vittima la figura femminile vengono proposte con continuità a livello istituzionale e mediatico, da diversi decenni.
Di contro, non esistono in Italia studi ufficiali a ruoli invertiti; vale a dire approfondimenti sulla violenza agita da soggetti di genere femminile ai danni dei propri mariti o ex mariti, partners ed ex partners, parenti a affini di vario grado.

E’ proprio questa lacuna – inammissibile sul piano scientifico – che il Centro Documentazione Violenza Donne si propone di colmare con questa indagine on-line, dopo che una richiesta al Ministero delle Pari Oppurtunità  di provvedere a eseguire un’indagine analoga e speculare a quella del 2006 non ha avuto risposta. Il questionario anonimo ricalca fedelmente quello dell'indagine ISTAT 2006 sulla violenza contro le donne, salvo lievi adattamenti resisi necessari per alcuni aspetti specifici dei sessi coinvolti, nei loro rispettivi ruoli (invertiti rispetto all’indagine del 2006).

Metodo

Appartenendo ad una realtà no-profit del Terzo Settore e non potendo contare su fondi pubblici abbiamo come unico strumento utilizzabile questo questionario online, che per sua natura si basa sulla spontaneità della compilazione da parte dell'utente, in totale assenza di selezione preventiva da parte del Centro; vale a dire che è il campione a scegliere il sondaggio, non il contrario.

Per tale motivo le note metodologiche non prevedono la descrizione del campione rappresentativo del tessuto sociale italiano, e non è possibile prevedere un tetto massimo di questionari raccolti.
Solo al momento di analizzare il materiale pervenuto al Centro sarà possibile pubblicare dati minuziosamente dettagliati sul campione: suddivisione sul territorio, fasce di età e stato civile.

Se la somministrazione del questionario ad un campione rappresentativo non può essere, logicamente, altrettanto rigorosa e scientifica come l'indagine Istat 2006, per contro abbiamo deciso di introdurre uno strumente scientificamente più rigoroso dello studio commissionato dal Ministero per le Pari Opportunità: la Conflict Tactic Scale – una metodologia d’indagine accreditata nel mondo scientifico anglosassone, la quale comporta che il compilatore dichiari non solo se abbia subìto un determinato comportamento, ma anche se l’abbia agìto in danno di altri. La catalogazione, quindi, non accorpa ogni forma di violenza sotto un unico parametro di valutazione, ma opera una differenza secondo diversi livelli di gravità: dalla divergenza di opinioni all'aggressione fisica, passando per offese ed ingiurie, violenza psicologica e coercizione sessuale.

Nel condannare fermamente la violenza maschile, la società civile non può esimersi dal considerare il lato oscuro della Luna, quegli aspetti della violenza femminile costantemente ed inspiegabilmente sottaciuti.
Che non si parli del fenomeno non significa che tale fenomeno non esista; questa indagine intende analizzare proprio la violenza femminile tra le mura domestiche, quella violenza per mano della donna che nell'indagine ISTAT del 2006 non è stata presa in esame.

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